Idee per la Toscana. La famiglia

10 mar 2010

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La famiglia rappresenta il cuore della società toscana. Le proposte di Enrico Rossi a sostegno della famiglia: contributi, asili nido, edilizia sociale...

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Idee per la Toscana. Famiglia
Alcune proposte per la famiglia
La Toscana che voglio. Famiglia
La Toscana che c’è. Famiglia



IDEE PER LA TOSCANA. LA FAMIGLIA



Trovare un lavoro, costruirsi una carriera che consenta l’indipendenza dalla famiglia di origine, creare una nuova famiglia, fare figli, sono le principali tappe evolutive che la maggioranza delle persone compie nel corso della propria vita. Questo percorso, quasi mai lineare, è per i giovani di oggi reso più difficile dal peggioramento del contesto economico e sociale: le nuove generazioni di “giovani adulti” sono quindi più in difficoltà rispetto al passato.

L’Italia è un Paese che pensa troppo poco alla natalità e in definitiva anche alla famiglia, nonostante i tanti annunci su questo tema. Noi avanziamo alcune proposte concrete che rientrano nel solco di tante politiche europee – dalla Francia alla Gran Bretagna – a sostegno delle famiglie.

Enrico Rossi durante la conferenza stampa “Proposte a sostegno della famiglia”

In Toscana nel 2009 sono nati 33.000 bambini (di cui 7.550 in famiglie con almeno un genitore straniero). A causa della difficoltà con cui oggi si trova lavoro e della lentezza nei percorsi di stabilizzazione professionale, gli stipendi dei giovani genitori hanno un potere d’acquisto inferiore al passato, mentre i costi collegati alla cura dell’infanzia e al mantenimento del nucleo familiare sono cresciuti, così come la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia è resa più difficile dai ritmi della vita moderna.

Inoltre, come noto, il sistema di welfare italiano dedica risorse alle pensioni ed alla protezione socio-sanitaria, meno al sostegno delle giovani famiglie. Inoltre, a differenza dell’Europa, in Italia non esistono politiche rivolte a tutte le famiglie con figli: gli “assegni familiari” sono riservati solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Il bonus bebè del governo Berlusconi, è stato un provvedimento “una tantum” che nel 2006 assegnava 1.000 euro a ogni famiglia con un nuovo nato (o un figlio adottato) nel corso dell’anno. Dopo di che se ne sono perse le tracce.

Sulla base di queste brevi considerazioni occorre ripensare il sostegno regionale alle famiglie, riconoscendone meglio la rilevante funzione sociale per il futuro della nostra Regione ed adottando una visione sull’intero “ciclo di vita” delle stesse famiglie (dalla creazione di una coppia, alla ricerca di una casa, alla nascita e crescita dei figli, ecc.). Una simile prospettiva consente anche di ristabilire in parte un equilibrio intergenerazionale contemperando meglio le esigenze dei diversi status sociali (es. donne e uomini, giovani e anziani, genitori e figli, lavoratori e pensionati).

E’ necessario pertanto fornire risposte concrete, nell’ambito delle potestà della Regione, attraverso un mix di interventi che consenta anche di considerare, nel 2010 ed in un mondo ormai globale, come “cosa normale” che le donne possano lavorare compatibilmente al ruolo materno. Occorre quindi creare le condizioni perché questo possa avvenire anche in Toscana.

Numerose famiglie in sala a un incontro pubblico di Enrico Rossi al teatro di Monsummano Terme

ALCUNE PROPOSTE PER LA FAMIGLIA


Obiettivi proposti da Enrico Rossi per la prossima legislatura regionale:

1. Maggiori sostegni all’economia domestica delle giovani famiglie

Pensiamo a un contributo di 2.000 euro per le giovani famiglie residenti in Toscana (con un figlio nato nel 2010), a partire da quelle a basso reddito familiare e con casa in affitto, destinabile a copertura parziale dell’affitto della casa (a fronte di regolare contratto) o delle retta dell’asilo nido. Come criterio di eleggibilità delle famiglie proponiamo di usare l’indicatore Isee, la cui distribuzione è in grado di distinguere meglio tra famiglie benestanti o con minor reddito o patrimonio.

2. Supporto alla conciliazione lavoro-famiglia con asili nido sempre più vicini

E’ necessario aumentare i posti in asili nido dal 31 al 40% dei bambini da 6 mesi a 3 anni nell’arco dei prossimi 5 anni. Allo stesso tempo pensiamo di garantire che il 100% dei Comuni, in forma singola o associata, abbia almeno un servizio per l’infanzia. L’asilo deve essere sempre più vicino ai genitori fornendo diverse opzioni alle famiglie: l’offerta pubblica, nel vicinato, sui luoghi di lavoro. Dove possibili, tutti i principali edifici regionali debbano ospitare asili nido per i figli dei dipendenti aperti anche a bambini del quartiere. Per questo, oltre a potenziamenti o aperture di nuove strutture pubbliche, occorre incentivare anche gli asili di vicinato e aziendali. I piani regionali già prevedono investimenti nel triennio 2008-2010 per 86 milioni di euro, che propongo di integrare con il risparmio di 1% all’anno sulla spesa corrente regionale.

3. Edilizia residenziale sociale a favore di famiglie con figli

I giovani che intendono mettere su famiglia spesso vivono il paradosso di non disporre delle risorse necessarie per acquistare o affittare una casa, a meno di sostegni delle famiglie di origine o di un indebitamento. Nell’ambito dei servizi abitativi (es. locazione permanente o temporanea a canone sociale o sostenibile; progetti sperimentali di condomini solidali e di co-housing), le esigenze di famiglie residenti in Toscana con uno o più figli a carico devono essere tenute in considerazione aumentando in modo consistente i punteggi nelle graduatorie.

4. Festa della Toscana

La Festa della Toscana è un’occasione da non sprecare sostituendo, alla chiusura delle Scuole del 30 novembre, una giornata scolastica dedicata allo studio e a iniziative di approfondimento della Costituzione italiana e di altri atti fondamentali come, per esempio, la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo o i Trattati costitutivi dell’Unione europea. Non possiamo dare per scontata la cultura civica delle nuove generazioni ed è quindi opportuno investirvi in questa occasione.


LEGGI: Accordo coalizione Toscana Democratica (pdf)

LA TOSCANA CHE VOGLIO. GIOVANI E FAMIGLIE


La Toscana che voglio è un esperimento collaborativo della campagna di Enrico Rossi a Presidente della Regione Toscana. E’ un esperimento di costruzione dell’agenda, è immaginazione politica messa in circolo e condivisa.

Di seguito i cinque contenuti più votati sul sito nella categoria “Giovani e Famiglie”:

Voglio una Toscana che renda la vita semplici alle mamme con asili nido e asili aziendali alla portata delle tasche di tutti, una regione che aiuti le donne che lavorano a non dover rinunciare alla famiglia o al lavoro. Federica

E’ quella dove i giovani possono studiare e trovare un lavoro qualificato, dove si può viaggiare su treni e autobus puliti e in orario, con tante piste ciclabili e usare l’auto solo in casi eccezionali. Morena

Voglio una toscana con tante “Modern Family” o al limite “Basta che funzioni”… Aldo

Un luogo in cui ci siano opportunità per i giovani di dimostrare il loro valore e il loro merito. beatrice84

Fatta di persone che mettono passione in tutte le piccole azioni della vita di tutti i giorni. Fabiola

LA TOSCANA CHE C’E’. LA FAMIGLIA




Il numero delle famiglie in Toscana è costantemente aumentato e si è progressivamente ridotto il numero medio dei loro componenti. La minore dimensione delle famiglie è dovuta alla continua crescita delle famiglie costituite da una sola persona e dalla diminuzione del numero dei figli.

Dal 1991 al 2001 (date degli ultimi due censimenti) il numero di famiglie è aumentato di 122 mila unità (pari a +9,7%), rappresentate per l’83% da single (aumentati di 101 mila unità) e per il 40% circa da anziani soli (+49 mila) e per il 27% da single con meno di 45 anni (+23 mila).

Una mamma con il suo bambino si gode il panorama di Firenze dagli Orti del Parnaso (santacroce)

Sempre in base ai dati Istat il numero dei nuclei familiari nel 2007, rispetto al 2001, è ulteriormente aumentato di oltre 175 mila unità, passando da 1 milione e 388 mila a 1 milione e 564 mila. Il numero medio di componenti è sceso ulteriormente: dai 2,5 del 2001 si è passati a 2,3 (sotto la media nazionale, che è di 2,4).

Un dato che conferma la tendenza in atto riguarda l’incremento, tra il 2003 ed il 2007, del numero delle persone che decidono di non creare una famiglia, passato da 1 milione e 257 mila a 1 milione e 351 mila unità.

L’aumento delle famiglie unipersonali è dovuto anche alla crescita di separazioni e divorzi. Sempre nell’arco temporale 2003-2007 in Toscana si è passati da 55 mila persone divorziate a quasi 72 mila.

Le donne con meno di 45 anni che vivono sole con i figli sono aumentate, sempre nello stesso arco temporale, di circa 10 mila unità, passando da 24 mila a 34 mila. Per il prossimo futuro ci si attende un’ulteriore riduzione della dimensione media delle famiglie ed una crescita del loro numero. Analogo aumento interesserà la popolazione che vive da sola.

Secondo una stima dell’Irpet, invece, le famiglie numerose toscane sarebbero circa 5.000.

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