Idee per la Toscana. Diritti di genere

08 mar 2010

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“Ci avviamo verso un’era che sarà quella della donna”, sono le parole del Dalai Lama. Le proposte di Enrico Rossi sulle questioni di genere...

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Idee per la Toscana. Diritti di genere
Alcune proposte per i diritti di genere
La Toscana che voglio. Diritti di genere
La Toscana che c’è. Diritti di genere



IDEE PER LA TOSCANA. DIRITTI DI GENERE



Le donne rappresentano una delle potenzialità inespresse della società italiana, al di là del naturale ruolo materno, che purtroppo spesso implica un fattore di discriminazione occulta (soprattutto nel mondo del lavoro) anziché un riconoscimento sociale.

Enrico Rossi presenta il candidato vicepresidente del centro sinistra per la Regione Toscana, Stella Targetti

Come sostiene invece il Dalai Lama, “ci avviamo verso un’era che sarà quella della donna”, anche se il livello attuale del cosiddetto “gender gap” (ovvero differenza di genere) sembra ancora incolmabile, sia nella pubblica amministrazione che nelle imprese private.

Sebbene la Toscana negli anni passati abbia conosciuto un tasso di occupazione femminile arrivato a toccare punte del 57% (rispetto ad una media nazionale del 47%), nel 2008 esso è calato al 56%, nel primo semestre 2009 al 55,7%, segno che la crisi colpisce direttamente le donne.

Stella Targetti, candidata alla vicepresidenza della Regione Toscana per il centro sinistra

ALCUNE PROPOSTE PER I DIRITTI DI GENERE



Alcune proposte di Enrico Rossi per la prossima legislatura:

1. Parità di genere effettiva nelle nomine, designazioni e rinnovi degli organi amministrativi di competenza della Regione

Almeno il 50% ( e comunque mai meno del 40%) delle nomine complessive dei prossimi anni sarà riservato alle donne sulla base di titoli e competenze, come già previsto dalla Legge regionale 5/2008

2. Utilizzo di più risorse europee per garantire occupazione femminile

Tramite incentivi alle imprese, abbiamo intenzione di sviluppare ulteriormente la logica del patto per l’occupazione avviata dalla attuale Giunta regionale così come le politiche contro la violenza sulle donne

3. Prosecuzione della politica regionale di sostegno alle donne imprenditrici

Visto che nel 2008 il 23,4% delle imprese toscane è risultato guidato da donne, pensiamo di attivare anche iniziative di micro-credito sia per le cittadine italiane sia per le immigrate regolari extra-comunitarie attraverso servizi di consulenza bancaria

4. Maggiore collaborazione pubblico-privato

E’ necessario puntare con vigore su programmi di comunicazione sociale orientati al riconoscimento che una donna che lavora vale doppio

5. Migliore accessibilità e flessibilità nei servizi a supporto delle donne lavoratrici con figli

Pensiamo, per esempio, ad asili nido condominiali ed aziendali, alla rimborsabilità delle baby-sitter o collaboratrici domestiche in famiglie con bambini di età inferiore ai tre anni, a formule innovative e accordi per la condivisione di posti di lavoro con mansioni standard (come il job sharing, ovvero rotazione tra più lavoratrici a copertura dell’orario pieno con agevolazioni fiscali per i datori di lavoro)


LEGGI: Accordo coalizione Toscana Democratica (pdf)

LA TOSCANA CHE VOGLIO. DIRITTI DI GENERE


La Toscana che voglio è un esperimento collaborativo della campagna di Enrico Rossi a Presidente della Regione Toscana. E’ un esperimento di costruzione dell’agenda, è immaginazione politica messa in circolo e condivisa.

Di seguito i cinque contenuti più votati sul sito nella categoria “Diritti di genere”.

La Toscana che voglio è quella che ama le proprie donne, che le tutela, che le aiuta, che le valorizza, in tutti gli ambiti politici, lavorativi e sociali. Non solo quote rosa per decreto, ma convintamente, perchè complementari ad una società moderna,dinamica,umana. Serenella

VOGLIO UNA TOSCANA EFFICIENTE NEI SERVIZI (SPECIALMENTE NELLA SANITA’), SENZA BARRIERE E SOLIDALE CON I PIU’ DEBOLI. FABRIZIO



La Toscana che voglio sarà a fianco a tutti noi, toscani e immigrati, nella giornata del 1 marzo. Sarà con noi a manifestare contro la descriminazione e la violazione dei diritti umani. La Toscana che voglio coinvolgerà tutti per promuovere una nuova cultura d’integrazione. linda

La Toscana che voglia non discrimina. La Toscana che voglio guarda e agisce con gli occhi di un bambino. Fa bilanci di genere (bambino, anziano, uomo, donna). La Toscana che voglio ha la priorità di riconoscere e difendere i diritti degli immigrati e di chi è discriminato. linda



La Toscana che è la terra in cui i toscani vogliono sempre tornare. La Toscana che è la più bella regione d’Italia. La Toscana che vorrei dovrebbe essere aperta, accogliente, con pari opportunità di genere e grande promozione al merito. Margherita Rinaldi

LA TOSCANA CHE C’E’. APPROFONDIMENTI

Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale (Pdf)



La popolazione toscana (3 milioni e 700 mila abitanti) è composta al 49% da uomini e al 51% da donne.

Le imprese rosa

  • Imprenditoria femminile: Toscana 23,4%
  • Imprese rosa: 99000 (24% del totale)
  • Saldo di crescita: + 2,3% (+2.242 unità)


La Toscana e le donne



Da una ricerca condotta dall’Istituto di programmazione economica della Toscana (Irpet) emerge che le donne sono più istruite degli uomini, ma vanno meno al cinema e leggono meno i giornali; però vanno più spesso a teatro e leggono più libri. La loro presenza sul mercato del lavoro è molto più dinamica, e sono sempre più presenti nelle posizioni dirigenziali.

In particolare, negli ultimi 10 anni le donne che hanno meno di 45 anni hanno raggiunto livelli di istruzione più elevati. Nell’intervallo tra i censimenti 1991 e 2001, la crescita percentuale delle laureate in età 30-34 anni è circa il doppio (77%) di quella degli uomini (38%).

Negli ultimi anni il mercato del lavoro femminile è stato caratterizzato da un dinamismo molto più marcato rispetto a quello maschile. Dal 1993 al 2005, il tasso di occupazione femminile è salito dal 42% al 54,1%. E soprattutto è aumentata la capacità di restare nel mercato del lavoro fra i 45 e i 55 anni: le occupate erano il 38% nel ’93, sono diventate il 59% nel 2005.

Però il tasso di occupazione femminile ha una fortissima caduta dopo i 55 anni: nella classe di età 55-59, il tasso di occupazione delle toscane scende dal 59 al 41%. E comunque, il tasso di occupazione delle toscane resta molto distante sia da quello degli uomini della regione (76,4%) che dal traguardo del 60% indicato per il 2001 dal Patto di Lisbona. E anche della media europea del 56%, per non parlare dei livelli altissimi di Svezia (70%) e Regno Unito (66%).

È molto aumentata la presenza delle donne nelle posizioni alte, soprattutto nel lavoro dipendente e nelle libere professioni. Tra il 1993 e il 2003, la percentuale di donne dirigenti è aumentata dal 12 al 28%, quella di direttivi quadri del 29 al 37%, quella delle libere professioniste dal 23,5 al 28,5%. In ogni caso, le dirigenti donne restano meno di un quarto del totale dei dirigenti.

E anche la politica è sempre più “rosa”. In politica, nell’arco di vent’anni si è passati da 14 a 44 donne sindaco (dal 3,8% al 15,3). Cresce anche il numero delle consigliere (20,7%). Ma il tasso di ‘femminilizzazione’ più elevato è quello delle cariche di assessore (22,8%).

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