
Idee per la Toscana. Agricoltura
16 mar 2010
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Non solo un paesaggio da cartolina, ma una terra ricca di sapori e tradizioni. Ecco alcune proposte di Enrico Rossi per rilanciare l'agricoltura toscana...
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Idee per la Toscana. Agricoltura
Alcune proposte per l’agricoltura
La Toscana che voglio. Ambiente e Energia
La Toscana che c’è. Agricoltura
IDEE PER LA TOSCANA. AGRICOLTURA
Profilo di colline con campi di grano, distese di olivi, filari geometrici di viti. È la campagna toscana che non racconta solo un paesaggio da cartolina, ma anche prodotti genuini e di gran qualità che finiscono sulla tavola riempiendola di fragranze e sapori.
È l’immagine che in tutto il mondo traduce la parola Toscana, l’immagine contenuta in una infinita serie di cartoline d’autore, di film famosi, di spot pubblicitari. Evidentemente l’incontro virtuoso tra una natura mai uguale a se stessa e la creatività di chi la coltiva ha prodotto qui un risultato ineguagliabile.

Enrico Rossi visita l’azienda agricola Floramiata in località Casa del Corto Piancastagnaio, Firenze
Il 95% del territorio toscano è costituito da ambienti agricoli e forestali e gran parte di questi sono il risultato di una interazione tra uomo e natura. Il segreto del paesaggio toscano non è dunque nella sua intangibilità ma nel suo continuo trasformarsi.
Il sostegno all’agricoltura, al tessuto imprenditoriale legato alla ruralità, alla conservazione e tutela dell’ambiente e del paesaggio rurale e al miglioramento dei servizi di base offerti alle popolazioni di queste aree, sono obiettivi prioritari, come coordinate da perseguire per il pieno raggiungimento delle esigenze dell’agricoltura regionale. Centrali sono le politiche per il lavoro con una particolare attenzione a quelle per la sicurezza.
ALCUNE PROPOSTE PER L’AGRICOLTURA
Alcune proposte di Enrico Rossi per la prossima legislatura:
1. Sostenere l’innovazione nell’agricoltura e l’affermarsi di una vera e propria industria di trasformazione agroalimentare
Occorre rafforzare la cooperazione tra produttori, incentivando il ricambio generazionale e l’accesso all’attività agricola in zone rurali. La filiera corta per diventare volano di un nuovo sviluppo necessita del coinvolgimento diretto della grande distribuzione e del mondo del commercio e della ristorazione, così come del sostegno verso i produttori alla creazione di strutture di interfaccia commerciale
2. Fornire sostegno al settore in controtendenza alla riduzione delle risorse nazionali
Siccome l’agricoltura nella nostra regione non è finalizzata solo alla produzione ma svolge un ruolo plasmante del cosiddetto paesaggio toscano, pensiamo di perseguire una strategia di sviluppo economico dell’intero settore in grado di favorire l’emergere di un’industria agroalimentare caratterizzata dalla multifunzionalità (agricoltura biologica e senza OGM, come da Legge regionale), dalla tutela delle biodiversità, dalle agrienergie, dall’innovazione organizzativa di filiera, ma anche da una migliore governance operativa, in previsione anche delle ulteriori modifiche nella Politica agricola comune a livello europeo
3. Difesa delle produzioni toscane
Oggi troppo spesso prodotti marchiati come toscani non sono Made in Tuscany (clamoroso su questo tema il caso dell’olio di oliva). E’ necessario pertanto rafforzare le politiche di tutela dei prodotti toscani
4. Potenziare le grandi infrastrutture
Pensiamo, innanzi tutto, alle risorse idriche: occorrono bacini per la garanzia di accumulo dell’acqua per periodi di siccità, sia per uso potabile sia per uso agricolo, e progetti per la regimazione delle acque piovane in funzione antincendio
5. Snellimento delle procedure burocratiche
Nel quadro più generale dello snellimento della pubblica amministrazione, pensiamo, in particolare, alla riorganizzazione del sistema della governance dell’agricoltura
6. Rafforzamento della capacità innovativa delle aziende e delle imprese
Nel futuro, per riuscire a competere su tutti i mercati, a difendere le eccellenze e le specificità del nostro territorio e per non subire l’assalto dei prodotti provenienti dall’estero, sarà necessario puntare su elevati standard tecnologici delle nostre aziende agricole, agevolando le aziende più virtuose in tema di innovazione
7. Sostegno alla competitività dei tre settori strategici
Vino, olio e florovivaismo rappresentano le tre eccellenze della produzione agricola toscana. Pensiamo, per questo, di rafforzarne presenza e qualità sia sui mercati interni sia su quegli esteri, anche in ottica di filiera
8. Valorizzazione della filiera corta
La filiera non deve essere soltanto intesa come opportunità di recupero del mercato interno ma anche come valorizzazione del sistema territoriale. Su questo progetto è necessario unire sia la GDO sia il mondo del commercio e della ristorazione
9. Implementazione della multifunzionalità
Agriturismi e agroenergie possono essere fattori complementari per aiutare l’azienda agricola a stare sui mercati interni ed esteri
LEGGI: Accordo coalizione Toscana Democratica (pdf)
LA TOSCANA CHE VOGLIO. AGRICOLTURA
La Toscana che voglio è un esperimento collaborativo della campagna di Enrico Rossi a Presidente della Regione Toscana. E’ un esperimento di costruzione dell’agenda, è immaginazione politica messa in circolo e condivisa.
Di seguito i cinque contenuti più votati sul sito nella categoria “Ambiente e Energia”:
La Toscana che voglio, inizia subito sotto casa mia, dove c’è un bellissimo spazio verde, dove la gente cammina, parla, corre, vive. Tra poco tutto questo non ci sarà più. Così come altri interi ettari di terreno che da agricolo sono stati trasformati in edificabili. Claudio, San Giovanni Valdarno. Claudio
Io voglio una Toscana che risparmia energia, che abbassa i consumi, che spegne la luce quando non è necessaria, che trova la soluzione per non sprecare niente e utilizzare tutto al meglio! basterebbe che tutti facessimo più attenzione, anche nella nostra casa, nel nostro ufficio. Federica
Piste ciclabili in tutta la regione! Percorsi per attraversarla a piedi o in bici, da punto a punto. Ma ci pensate che meraviglia? LorenzoB
Costruiamo una casa se necessario, ma se possiamo recuperare quello che già c’è facciamolo. In Toscana abbiamo il vento gli alberi il mare la geotermia e la conoscenza per sfruttarli senza fare del male: facciamolo. francoemme
Vorrei un impegno serio nella green economy per passare dagli eco-incentivi agli eco-requisiti. Romina Zago
LA TOSCANA CHE C’E’. AGRICOLTURA
XII Rapporto ARSIA-IRPET 2010 (Pdf)
Quasi 90.000 imprese agricole toscane ogni giorno danno corpo a questo piccolo incanto che difende i prodotti di qualità e l’identità territoriale dal vento della globalizzazione.
L’agricoltura incide sul valore aggiunto della regione per il 3% con una produzione annua che si aggira sui 3 miliardi di euro, ma il beneficio che alla Toscana deriva dalla campagna è più ampio: è turismo, è ambiente, è paesaggio, è cibi apprezzati.
Ci sono 82 mila aziende che si estendono su quasi 800.000 ettari, oltre 80.000 sono gli addetti, con una presenza sempre più massiccia di donne (oltre il 30% delle aziende hanno una guida al femminile) e di giovani.
Carte vincenti dell’agricoltura toscana sono la scelta della qualità, la valorizzazione dei prodotti tipici apprezzati in tutto il mondo e l’integrazione con altre attività come l’agriturismo. Le aziende agricole che operano in Toscana sono di media piuttosto piccole (8,8 ettari).
Tra le colture i cereali occupano quasi 200.000 ettari, seguiti da olivo (oltre 92.000 ettari) e vite (62.000), da coltivazioni di girasole (più di 20.000 ettari) e ortaggi (12.200). Superano i 100.000 ettari le colture biologiche.
Rispetto al 2000 la produzione è aumentata di oltre il 10%, con una crescita del valore aggiunto di oltre il 20%.







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