La competitività toscana fa rima con Europa

24 nov 2009

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Una regione intelligente, attrattiva, accogliente, accessibile - in competizione (positiva) con tutta Europa

Una nuova governance del sistema. E’ questo quello che occorre secondo Enrico Rossi affinché la Toscana recuperi attrattività e crescita nella dotazione infra­strutturale e raggiunga l’obiettivo di colmare il gap che la la separa dalle regioni al top nel Vecchio Continente per infrastrutture, servizi, tecnologia. Al forum promosso da Ambrosetti col titolo «Riflessioni e proposte per lo sviluppo della compe­titività della Toscana», tenutosi il 23 novembre a Firenze e moderato dal direttore del Corriere Fiorentino , Paolo Ermini, è stata tracciata una linea di azione per realizzare l’obiettivo di una regione «intelligente, attrattiva, accogliente, accessibile».

L’obiettivo è ambizioso: da qui al 2015 la Toscana dovrebbe colmare parte del gap con il Baden-Wurttemberg (Germania) facendo crescere ogni an­no i propri brevetti del 17,3% e l’occu­pazione hi-tech nel manifatturiero del 3,1%; con l’Aquitania (Francia) per l’occupazione hi-tech nei servizi (+1,8%); con la Comunidad de Madrid (Spagna) per la partecipazione a pro­grammi di istruzione continuativa (+22%); con la Catalogna per gli arrivi di turisti stranieri (+5,8%) e la loro spe­sa (+5,3%); con il Noord-Holland (Olanda) per la percentuale di indivi­dui che usano Internet regolarmente (+11,4%); con il Lazio, unica italiana, per l’indice di dotazione delle struttu­re economiche (+2,3%).

La Toscana nel 2015 dovrà inoltre arrivare, dice lo studio coordinato da Andrea Beretta Zanoni con l’economi­sta Giacomo Vaciago come advisor , a pareggiare la media italiana nel rap­porto fra gli investimenti diretti esteri e il Pil (1,6%). Dal 2002 al 2007, già pri­ma della crisi globale, si sono infatti persi 800 milioni di flussi di investi­mento dall’estero, come ha rivelato Valerio De Molli, amministratore dele­gato di Ambrosetti. Nel 2007, gli inve­stimenti diretti esteri netti in Toscana hanno rappresentato solo lo 0,4% del Pil regionale, e il fatturato di imprese estere si è fermato nel 2006 al 15% del Pil toscano.

Per migliorare la competitività to­scana, dice lo studio, servono reti pub­blico- private per finanziare progetti di ricerca, programmi per attirare i cervelli dall’Italia e dall’estero, facilita­re l’aggregazione delle piccole e me­die imprese con le grandi, partecipa­zione degli enti locali ai costi di ricer­ca e sviluppo sostenuti dai privati. Oc­corre garantire la connessione del ter­ritorio con un piano regionale per l’ac­cessibilità fisica e digitale, e un piano di azione di dettaglio per ciascuna ope­ra infrastrutturale ritenuta strategica, individuando quelle prioritarie.
Secondo Enrico Rossi bisogna partire da «una ri­forma della pubblica amministrazio­ne, per renderla più agile, capace di decidere meno costosa».

Serve un pat­to fra tutti i soggetti: «I municipali­smi e le chiusure particolaristiche non portano lontano — ha aggiunto Rossi — se vogliamo confrontarci con il mondo dobbiamo costruire un sistema di relazioni più efficiente». Un punto fondamentale della questione riguarda anche la re­te telematica e le strutture aeroportuali, carente rispetto alla me­dia nazionale.

Fonte: Enrico Rossi.info
Fonte foto: dal flickr di Torremountain

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