Idee per la Toscana. Salute

La sanità pubblica toscana, con il 6% del Pil, rappresenta l'azienda più grande della nostra Regione. Ecco alcune proposte per la prossima legislatura

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Idee per la Toscana. Diritto alla salute
Alcune proposte per il diritto alla salute
La Toscana che voglio. Sanità e Servizi Pubblici
La Toscana che c’è. Diritto alla salute



IDEE PER LA TOSCANA. DIRITTO ALLA SALUTE



Il sistema socio-sanitario toscano non deve più essere orientato ad un mero assistenzialismo passivo ma deve cercare di favorire la vita attiva delle persone, il dinamismo sociale, il contrasto delle disuguaglianze (spesso determinate dai livelli di istruzione e reddito, prima ancora che dallo stato di salute in senso stretto), la lotta contro malattie ed insufficienze ancora non debellabili.

Senza un buon sistema di protezione sociale (assistenza sanitaria e sociale) niente può funzionare a medio-lungo termine.

Enrico Rossi alla presentazione del nuovo strumento PET nell’Unità operativa medicina nucleare dell’ospedale di Prato

In questo ambito occorre anche tenere presente le generazioni più anziane che hanno fatto crescere e rilanciato l’Italia dopo le grandi guerre e non possono essere considerate solo come destinatari di politiche assistenziali. Infatti sta per andare in pensione una generazione colta, che ha vissuto un periodo di benessere senza precedenti, con grande mobilità sociale e senso del lavoro.

Enrico Rossi all'incontro al Palacongressi di Firenze 'Prima di tutto la salute', con Ignazio Marino, Pierluigi Bersani e Giuseppe Fioroni

Simili profili socialmente attivi rappresentano una risorsa per la regione che andrebbe coinvolta in attività di pubblico interesse, non necessariamente di natura socio-assistenziale, ma anche in gestione di progetti, raccolta di fondi, organizzazione di associazioni, ecc..

ALCUNE PROPOSTE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE



Obiettivi proposti da Enrico Rossi per la prossima legislatura regionale:

1. Realizzare le priorità del Piano sanitario regionale in vigore

In particolare, pensiamo all’ospedale per intensità di cure, alla sanità d’iniziativa territoriale e domiciliare, a programmi di prevenzione non medicalizzata. Occorre potenziare una programmazione socio-sanitaria integrata mediante le società della salute, migliorare il sistema di accreditamento delle strutture sanitarie, costituire il fascicolo sanitario elettronico del cittadino, il tutto all’interno di una cornice di sistemi di coordinamento e acquisto centralizzati a livello di aree vaste

2. Confermare i piani di investimento

Pensiamo di sbloccare risorse soprattutto per nuovi ospedali e per l’adeguamento delle strutture sanitarie esistenti, nonché di elaborare accordi con le Camere di commercio sul fronte dei rapporti e dei sistemi di pagamento alle imprese

3. Estendere il sistema di valutazione della performance a tutte le componenti istituzionali e professionali del sistema sanitario regionale

Siamo convinti che sia doveroso attuare logiche di finanziamento commisurate ai risultati di salute e gestione conseguiti dalle Aziende, allo scopo di migliorare ancora e personalizzare sempre di più le risposte assistenziali

4. Mantenere l’impegno regionale sul fronte del sostegno alla non-autosufficienza, delle politiche sociali e per i disabili

Gli strumenti principali per realizzare queste politiche sono rappresentate dai laboratori protetti, dal sostegno scolastico, dai centri diurni, dalle comunità alloggio, dalle reti di prossimità e da azioni sia di sostegno sia di sollievo per le famiglie. Valuteremo al contempo la possibilità di proporre forme di assicurazione volontaria per la non-autosufficienza (intermediate dalla Regione), al fine di aumentare l’esigibilità dei servizi sociali e sanitari nel momento del bisogno

5. Consentire forme di capitalizzazioni delle case di proprietà in rendite o vitalizi parziali

Una proposta il cui scopo principale è quello di generare risorse aggiuntive soprattutto per la sussistenza di persone anziane sole che desiderano rimanere nella propria abitazione

6. Costituire un Tuscany Trust

Pensiamo a uno sportello di orientamento realizzato con il mondo dell’associazionismo, per proposte di volontariato in campo ambientale, paesaggistico, culturale, turistico, museale, ecc., indirizzate ai neo-pensionati dei prossimi anni invitati a regalare un po’ della propria esperienza e del proprio tempo allo società, ricevendo in cambio un riconoscimento del contributo, delle competenze e del proprio dinamismo sociale

7. Riorientare l’edilizia pubblica residenziale al recupero del patrimonio esistente

E’ necessario mettere in campo un piano casa regionale, con progetti sperimentali di social housing, costruzioni di eco-edilizia, garanzie sui programmi di manutenzione, maturazione del sistema di governance sulle funzioni di regolazione (LODE) e gestione (Aziende), aggiornamento degli strumenti operativi nel massimo rispetto dell’equità e delle protezioni sociali (es. calcolo dei canoni, alienazione alloggi, assegnazione finanziamenti), valutando anche l’ipotesi di un’unica agenzia per la casa o di assetti giuridici in forma di società di capitali pubbliche

LEGGI: Accordo coalizione Toscana Democratica (pdf)

LA TOSCANA CHE VOGLIO.
SANITA’ E SERVIZI PUBBLICI


La Toscana che voglio è un esperimento collaborativo della campagna di Enrico Rossi a Presidente della Regione Toscana. E’ un esperimento di costruzione dell’agenda, è immaginazione politica messa in circolo e condivisa.

Di seguito i cinque contenuti più votati sul sito nella categoria “Sanità e Servizi Pubblici”:

La Toscana che voglio è quella che ha deciso che i diritti alla salute dei migranti, anche se clandestini, sono più importanti delle paure che chi ci governa ha generato negli animi di chi non sa più riconoscersi in valori come la solidarietà e la tutela del più debole. Rosaria

Meno soldi alla politica e più strutture di eccellenza per la ricerca contro le malattie. deluva

Eliminando gli sprechi alimentari potremmo avere un ambiente più bello e sano. L’amministratore pubblico dovrebbe pensare l’attualità, per migliorare le condizioni di lavoro sociali e sanitarie. Luigi

Sogno una Toscana in cui le barriere architettoniche siano solo un vago ricordo. Elio

La Toscana che voglio è quella che presta più attenzione al mondo degli anziani, che sostiene le famiglie che decidono, con amore, ma non senza fatica, di accompagnare i loro cari nel difficile percorso della vecchiaia. Giovanna

LA TOSCANA CHE C’E’. DIRITTO ALLA SALUTE

I NUMERI DELLA SANITA’ TOSCANA



In Toscana la sanità non è un peso ma un fattore di sviluppo dell’economia regionale. Nelle scorse due legislature è stata riorganizzata e razionalizzata la rete ospedaliera passando da 92 ospedali a 38.

E’ la più grande azienda toscana:

  • produce il 6% del PIL regionale
  • impiega 50 mila dipendenti
  • impiega 50 mila addetti nell’indotto
  • la spesa annua complessiva è di 7 miliardi di euro
  • la spesa annua pro capite è di 1.700 euro
  • la sanità impegna il 70% del bilancio della Regione
  • corrisponde al 1/3 della spesa pubblica toscana

Un'ambulanza in partenza a Santa Brigida, Firenze (narice28)

STRUTTURE



In Toscana ci sono 12 ASL e 4 Aziende Ospedaliere Universitarie.

La Regione gestisce:

  • 38 ospedali
  • 50 Distretti
  • 285 RSA pubbliche e private
  • 21 Hospice

BILANCIO



Il bilancio della sanità è sempre stato in pareggio: diversamente da tutte le altre regioni italiane (Umbria esclusa) la Toscana non ha applicato imposte aggiuntive o ticket per pareggiare i conti della Sanità.

Grazie ai conti in ordine la pressione fiscale pro capite (IRAP e addizionale regionale IRPEF) è in Toscana la più bassa di ogni altra regione ed è pari a 16,30 euro.

Nel Veneto ogni un cittadino ha contribuito nel 2009 con 39,40 euro; in Lombardia con 60,84 euro; in Emilia Romagna con 84,17; nel Lazio con 178,31 euro.

Un medico al telefono sul terrazzo dell'ospedale di Careggi, Firenze (narice28)

INVESTIMENTI



Per rinnovare le tecnologie e mautenere gli ospedali e tutte le altre strutture sanitarie sono stati spesi nel 2008 e 2009 mediamente circa 400 milioni di euro all’anno ed altrettanti ne saranno spesi nel 2010 e 2011.

La spesa per investimenti è un volano dell’economia regionale: per ogni euro speso per investimenti dalla pubblica amministrazione l’economia toscana cresce di 0,65 centesimi.

I 400 milioni di spese per investimenti in sanità nel 2008 e nel 2009 hanno quindi contribuito al PIL della Regione per quasi un quarto di punto (0,2% circa).

AMMODERNAMENTO E RIORGANIZZAZIONE



L’opera di ammodernamento e riorganizzazione della sanità toscana è in continua evoluzione.

Ecco le principali opere in cantiere:

  • 5 nuovi ospedali provinciali (Massa , Lucca, Prato, Livorno e Pistoia)
  • rinnovamento completo degli ospedali universitari di Careggi, Pisa e Siena
  • ristrutturazione di S.Maria Nuova a Firenze
  • rinnovamento e ampliamento dell’ospedale S.Giovanni di Torregalli a Firenze
  • ampliamento dell’ospedale Misericordia di Grosseto

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