Le carceri in Toscana. Materassi e la cura degli ultimi

08 apr 2010

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L'impegno assunto da Rossi nel novembre 2009: "La dignità di una società nella sua interezza si misura dalla cura che rivolge agli ultimi"

Il primo atto concreto del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi è rivolto ai detenuti delle carceri della regione. Materassi, cuscini nuovi e kit per l’igiene saranno infatti consegnati dallo stesso Rossi venerdì prossimo, 9 aprile a Sollicciano.

Un gesto simbolico, ma non solo, teso a far capire quale sarà l’impostazione del nuovo governo regionale, attento alle esigenze di tutti, in particolare gli ultimi, emarginati, extracomunitari, detenuti appunto. Uno dei numerosi manifesti dell’appena trascorsa campagna elettorale recitava, non a caso: “Ascoltare le ragioni dei più deboli. Spesso sono le ragioni più forti”.

Questa prima proposta viene da lontano, dopo la visita dell’allora Assessore per il diritto alla salute al carcere di Solliciano dello scorso novembre. La promessa formulata da Rossi oggi è già realtà, grazie a una delibera presentata dall’assessore alla Giunta e approvata nell’ultima seduta: “La dignità di una società nella sua interezza si misura dalla cura che rivolge agli ultimi“.

Il degrado delle condizioni igieniche e sanitarie a causa del sovraffollamento è una cosa che salta subito agli occhi entrando in carcere. La sanità pubblica regionale si fa carico di questi problemi anche in carenza di risorse nazionali, perché il suo obiettivo è quello di assicurare il diritto alla salute di tutti i cittadini, detenuti o meno che siano. Lo dice la legge ma lo dicono soprattutto quei valori di umanità, di universalità e di giustizia che ispirano i nostri servizi.

Nel dettaglio, si tratta di 4.500 materassi e cuscini nuovi, un servizio per la loro periodica sanificazione e una dotazione annuale di kit per l’igiene orale e personale: le acquisterà la Regione per i detenuti delle carceri toscane, con una spesa complessiva di 620.000 euro. Tutto il materiale sarà consegnato nei diciotto centri di dentenzione toscani entro la fine di aprile.

Le carceri in Toscana



La Toscana è una delle regioni italiane con la più alta concentrazione di istituti di pena. Ci sono 12 case circondariali (di cui una interamente femminile), 5 case di reclusione ed 1 ospedale psichiatrico giudiziario. In tre delle Case circondariali vi sono sezioni detentive per donne. Secondo i dati della Fondazione Giovanni Michelucci le persone ospitate nelle varie strutture, sono attualmente 4284, circa il 60% sono di provenienza straniera.

I 18 istituti di detenzione attualmente presenti in Toscana sono:

  • 12 case circondariali (Arezzo, Empoli, Firenze Mario Gozzini, Firenze Sollicciano, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Marittima, Pisa, Pistoia, Prato, Siena; tra queste Empoli, Firenze Mario Gozzini e Massa Marittima sono a custodia attenuata)

  • 5 case di reclusione (Gorgona, Massa, Porto Azzurro, San Gimignano, Volterra)

  • Un ospedale psichiatrico giudiziario (Montelupo Fiorentino)

Il carcere di Sollicciano, a Firenze

La capienza regolamentare degli istituti toscani all’inizio del 2009 era di 3.060 posti (di cui 142 per le donne), quella tollerabile di 4.230 (di cui 221 per le donne).

Dalle rilevazioni del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria si evince che alla metà dell’anno scolastico 2007/2008 gli studenti detenuti erano circa 1.080 (339 in corsi di alfabetizzazione e scuola elementare attivi in 14 istituti; 285 in corsi di scuola media inferiore, attivi in 15 istituti; 350 in corsi di scuola media superiore, attivi in 7 istituti; 112 iscritti a corsi universitari diversamente distribuiti in alcuni istituti e, in particolare, nelle sezioni polo universitario di Prato, Pisa e San Gimignano).

Per quanto attiene, invece, la formazione professionale, diversamente organizzata a seconda degli enti titolari e gestori e delle risorse disponibili, nel corso del 2007-2008, sono stati attivati oltre 30 corsi in 14 istituti, che hanno interessato circa 350 detenuti.

Le persone uscite per effetto del provvedimento di indulto del 2006 dagli istituti penitenziari nell’arco di due anni (agosto 2006-luglio 2008) sono state poco meno di 1.700 (di cui il 47% di origine straniera), alle quali deve essere aggiunta una quota consistente di persone che ne hanno beneficiato trovandosi già in misura alternativa. Nello stesso periodo sono rientrate in carcere 622 persone (la metà delle quali di origine straniera) che avevano beneficiato dell’indulto.

La rocca con le strutture dell'ex carcere sull'Isola di Capraia

La Regione Toscana è da molto tempo impegnata nel miglioramento delle condizioni di vita delle persone recluse. Il reinserimento sociale è sostenuto attraverso percorsi lavorativi e di studio, attività culturali e sperimentazione di nuove forme di tutela delle donne in detenzione. Il miglioramento della vita carceraria in Toscana passa da un’ampia gamma di progetti ed iniziative, sostenuti dalla Regione, dalle Province e dai Comuni e concretizzati attraverso il prezioso lavoro svolto da associazioni e cooperative sociali che hanno come priorità quella di agevolare l’inclusione dei detenuti una volta usciti dal carcere.

In tema di assistenza sanitaria la Toscana, impegnata da tempo nel riordino del sistema sanitario penitenziario, è stata la prima e l’unica Regione ad aver adottato una legge destinata a garantire parità di trattamento sanitario fra cittadini liberi e cittadini detenuti, anticipando, di fatto, il definitivo passaggio della sanità penitenziaria all’interno del sistema sanitario nazionale, avvenuto nel corso del 2008.

Il garante dei detenuti



E’ stato istituito anche nella Regione Toscana, dal 1 gennaio 2010, il garante dei detenuti. I compiti principali del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” (questa la dicitura ufficiale) sono quelli di un’autorità terza, tra le istituzioni carcerarie e i detenuti, che collabora per migliorare le condizioni di detenzione e contribuisce anche nell’opera di reinserimento.

Un braccio della casa circondariale di Massa

Il Garante si occupa di tutti i detenuti presenti in Toscana negli istituti penitenziari, penali per minori e negli ospedali psichiatrici giudiziari, e dei soggetti presenti nelle strutture dedicate al trattamento sanitario obbligatorio.

Il ruolo del Garante è pensato innanzi tutto per assicurare alcuni diritti fondamentali: il diritto alla salute, il miglioramento della qualità della vita, l’istruzione e la formazione professionale, le prestazioni finalizzate al recupero rieducativo ed al reinserimento nel mondo del lavoro una volta scontata la pena.

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