
Rossi: “Serve una politica di alto profilo”
08 apr 2010
Condividi su Facebook
Le buone pratiche e il rispetto delle regole: la buona politica. Questo il filo rosso dell'intervista di Enrico Rossi a Repubblica tv. All'interno i video...
Questa mattina, Enrico Rossi è stato intervistato in diretta da Repubblica RadioTv. Rossi, rispondendo alle domande delle giornaliste del quotidiano romano Giovanna Casadio e Annalisa Cuzzocreo e a quelle inviate dai lettori, ha spaziato tra i temi dell’attualità politica locale e nazionale: il legittimo impedimento, la pillola RU486, il risultato elettorale, l’immigrazione, la questione morale.
GUARDA: su Repubblica Tv
Prima parte
Dobbiamo cambiare le prospettive della politica. Se mi posso permettere, sostituirei la parola “ditta” con la parola “causa”. Noi siamo nati con la causa dell’emancipazione sociale e oggi siamo chiamati a dedicarci alla causa del progresso, dello sviluppo, del sostegno al lavoro e alle imprese.
Proprio la questione morale, ha affermato Rossi, deve essere il tema più importante dell’agenda politica nazionale, ancora più dell’economia e delle riforme istituzionali. “O la classe dirigente riacquisisce l’idea della maestà della Legge e del servizio che la politica deve rendere alla Legge – ha affermato il nuovo Governatore della Toscana – oppure non ci sarà freno per il discredito alla classe politica. Dobbiamo convincere i cittadini che il rispetto delle regole ci permette di andare più veloci. Servono regole più semplici e un paese che torni a credere in se stesso. La Cosa pubblica deve essere trattata con i guanti bianchi“.
Il Berlusconismo ha radici profonde, il voto dimostra che, come diceva Montanelli, il paese non è ancora vaccinato. Penso che ci sia un problema di regole per la politica. Il messaggio di Berlusconi è che se si aggirano le regole e si fanno i furbi si vince, mentre credo che la politica debba rispettare le regole, sempre.
Seconda parte
A proposito del recente scrutinio regionale, per quanto riguarda l’astensionismo, Rossi ha suggerito una piccola riforma, utile anche a restituire un po’ di credibilità alla politica: un unico election day per amministrative, regionali e politiche. I problemi evidenziati dalle ultime elezioni (la penetrazione della Lega, la scarsa presenza del Pd sul territorio), secondo Rossi, sono reali e “vanno affrontati con freddezza e impegno, ma senza mettersi completamente in discussione dopo ogni tornata elettorale”.
La Lega ha una grande capacità di mordere sul territorio, ha un carattere di grande spregiudicatezza che alimenta le paure e le tensioni. Il suo radicamento in Toscana si è giocato sul tema dell’immigrazione ed è andato soprattutto a detrimento del PdL. Per esempio, a Prato, la propaganda della Lega non si può definire semplicemente xenofoba, ma razzista.
Un fronte, quello dell’immigrazione, su cui “la sinistra ha fatto molti errori. L’immigrazione è una grande risorsa. Però ci sono anche problemi che bisogna sapere gestire, non basta la parola solidarietà”. La questione dell’immigrazione, secondo Rossi, è una sfida cruciale che il centrosinistra non deve lasciare nelle mani degli altri. Per Rossi non è sufficiente il rispetto dell’ordine pubblico, ma servono anche “per il rispetto dei diritti delle persone, piani urbanistici per bonificare alcune zone ad alta immigrazione, corsi per insegnare l’italiano e la garanzia di una scuola pubblica di qualità, per tutti”, senza soglie e discriminazioni.
La Costituzione è solida, il presidente Napolitano ne è garante e noi siamo con lui. Il Federalismo? Come direbbe il segretario Bersani, è un maiale tutto fatto di prosciutti.
Entrando nel merito delle recenti questioni nazionali, Rossi ha parlato anche di legittimo impedimento (“rappresenta una ferita allo stato di diritto, perché i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge e invece si continua sulla strada del colpire le regole che tengono insieme la nostra società e questo non è un bene per il paese”), della pillola abortiva RU486 (“pretendere di interferire con la libertà della persona e nel rapporto medico-paziente non fa bene al dibattito democratico, il Pd dovrebbe intervenire con maggior durezza”), del feralismo fiscale (“Ormai si è rotto il vecchio compromesso di tipo assistenzialistico tra Nord e Sud, ma non si può far venir meno l’idea di un equilibrio nel paese perché ci sono Regioni che hanno ancora bisogno di investimenti e infrastrutture”).


Nascondi commenti