Sanità promossa a pieni voti da i cittadini toscani: tutta l’indagine

09 feb 2010

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I cittadini toscani vivono in salute e sono soddisfatti dei servizi. "Per ogni fine settimana, i toscani guadagnano un fine settimana di vita in più"

“Per ogni fine settimana, i toscani guadagnano un fine settimana di vita in più”. Questo il dato presentato dall’assessore alla sanità Enrico Rossi lo scorso sabato alla presentazione della Relazione sanitaria regionale 2006-2008. Alla conferenza hanno partecipato Vinicio Biagi, direttore della direzione generale Diritto alla salute e politiche di solidarietà della Regione Toscana, Valtere Giovannini, responsabile area di coordinamento sanità della Regione, e Sabina Nuti, direttrice del MeS, il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), lo stato di salute in Toscana è ottimo: l’infarto ha una mortalità di oltre il 10% inferiore rispetto alle altre Regioni; ad oggi si contano 190 anziani ultra65enni per ogni 100 giovani con meno di 15 anni, ai vertici mondiali per indice di vecchiaia e diminuisce costantemente la mortalità pre matura, quella che avviene cioè prima dei 65 anni.

Da sinistra: Sabina Nuti, Enrico Rossi, Valtere Giovannini.

“A questi risultati contribuiscono senz’altro tanti fattori – ricorda Rossi – ma un merito ce l’ha anche il sistema sanitario regionale. Per quanto riguarda i grandi killer (ad esempio tumori e malattie cardiovascolari), in Toscana siamo in grado di evitare la morte più che in altre regioni. Certo, ci sono ancora situazioni di difficoltà, sulle quali vogliamo intervenire per ridurre il numero di cittadini insoddisfatti. Si può fare ancora meglio, e lavoreremo ancora per questo

La popolazione toscana invecchia sempre di più, anche se, per il sistema sanitario toscano non ha comportato un aumento della spesa sanitaria pro-capite. Per ogni cittadino si sono spesi a carico del servizio sanitario toscano, nell’anno 2008, circa 24 euro in meno rispetto alla media nazionale; mentre per quanto riguarda le dosi distribuite, nel 2008 in Toscana sono state erogate 828 ‘dosi’ di farmaco al giorno ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di 924 ‘dosi’.

L’indagine 2009 del MeS sulla soddisfazione dei cittadini toscani sul Pronto Soccorso

L’assessore alla sanità trova comunque il modo di evidenziare alcune parti da perfezionare ulteriormente. “Cosa vorrei migliorare? – dice Rossi – Il percorso della cura dell’ictus in certe zone, la sensibilità al problema del dolore dei pazienti nei pronto soccorso, l’intervento per le malattie rare. E ancora, vorrei veder consolidare il sistema oncologico e ridurre l’ospedalizzazione aumentando le cure a casa. Si tratta di settori in cui la nostra risposta non manca, la vorrei ancora più forte”.

Positivo anche il dato di chi lascia la Toscana per curarsi in altre regioni, il cosiddetto “indice di fuga”. Ad oggi vengono ricoverati fuori circa il 5,9% dei malati (ad esempio, in Emilia-Romagna sono il 6,3%). Il punto problematico in Toscana è che chi esce lo fa per poche specialità, come ortopedia e l’oncologia nel settori dell’ematologia. In quasi tutte le altre realtà italiane il dato sulle fughe è più alto, e l’indice di attrazione della Toscana arriva al 9,9%.

“I risultati che abbiamo portato non li abbiamo tirati fuori dal cappello – chiosa Valtere Giovannini – Le fonti sono l’Istat, il ministero della salute, le ricerche epidemiologiche, i grandi studi europei e internazionali. E’ con quei dati che noi ci confrontiamo, e sono quelli che parlano per noi”.

Indagine sul comfort della sala d'attesa del Pronto Soccorso. Clicca sull'immagine per ingradire

In Toscana però non si punta solo al benessere dei toscani ma anche il giudizio dei cittadini. Secondo i risultati dell’indagine condotta nel 2009 dal MeS (Laboratorio Management e Sanità) – che ha effettuato 15.474 interviste a pazienti ospedalieri, 6.097 a pazienti del pronto soccorso e 6.732 a cittadini utenti che accedono ai servizi di medicina territoriale – i pazienti del pronto soccorso giudicano migliorata la qualità dell’accoglienza (La percentuale di utenti molto o totalmente soddisfatti del comfort della sala di attesa è passata dal 56% del 2007 al 64% del 2008, al 70% del 2009). Risultati positivi anche per cortesia (tra l’85 e l’87%) e professionalità (tra 87 e 88%) del personale medico e infermieristico.

“I piani sanitari regionali, così come gli statuti aziendali – dice Sabina Nuti, direttore del MeS – definiscono la centralità del paziente nel processo di erogazione del servizio come una priorità fondamentale per garantire al cittadino un servizio capace di rispondere ai suoi bisogni”. Nel 2007 il MeS ha realizzato 14.779 interviste, 15.365 nel 2008 e 28.303 nel 2009.

Soddisfatti anche i pazienti per ciò che riguarda i ricoveri ospedalieri (l’89,3% degli intervistati valuta ottima o buona l’assistenza ricevuta durante il ricovero) e ottima o buona la percezione (89,6%) del modo in cui hanno lavorato insieme medici e infermieri. L’88,6% ritengono di aver ricevuto informazioni adeguate riguardo alle cure a cui venivano sottoposti, e risposte chiare da medici (91,3%) e infermieri (88,9%). Per quanto riguarda la medicina territoriale, 86 cittadini su 100 sono soddisfatti dell’assistenza ricevuta. L’83,25% dei cittadini nutrono piena fiducia nel proprio medico di famiglia, che nel 93% dei casi accetta di fare le visite a domicilio che gli vengono richieste.

L’84% dei genitori sono soddisfatti del pediatra scelto per i propri figli; 96 volte su 100 hanno ricevuto una risposta entro le 24 ore. Da migliorare le visite domiciliari, che avvengono solo nel 55% dei casi in cui i genitori ne fanno richiesta. E’ del 72,69% la soddisfazione complessiva per l’assistenza specialistica sul territorio, e del 73,61% la soddisfazione per la diagnostica: 80 volte su 100 il personale spiega cosa verrà fatto durante l’esame e risponde in modo chiaro alle domande dei pazienti nell’88% dei casi.

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