
Idee per la Toscana. Il lavoro
25 feb 2010
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Al primo posto, il lavoro: "Agricoltura, manufatturiero, ambiente ed energia sono i motori del nostro sviluppo. Dobbiamo fare un salto di qualità".
Idee per la Toscana. Lavoro e Sviluppo
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Idee per la Toscana. Lavoro e sviluppo.
Alcune proposte per il lavoro e lo sviluppo
La Toscana che voglio. Lavoro e Sviluppo
La Toscana che c’è. Approfondimenti
LA TOSCANA CHE VOGLIO. PRIMA DI TUTTO, IL LAVORO!
Questa è la sesta mail inviata agli iscritti alla mailing list di Enrico Rossi il 23 febbraio 2010.
Cari amici,
la crisi economica che stiamo attraversando ha tutti i difetti del mondo ma anche una cosa buona: permette di apprezzare senza mezze misure il valore del lavoro. Lavoro che è opera prestata per campare ma anche e soprattutto speranza di farlo bene e ogni giorno meglio: di lasciare traccia negli altri grazie alle cose che si fanno. Questo è il lavoro.
La crisi che stiamo attraversando mostra l’assurdità di scorciatoie per la ricchezza individuale e la cretineria dei comportamenti che per far crescere i consumi si mangiano con ingordigia lo spazio che ci circonda e il tempo che ci attende. La crisi ci urla che dobbiamo tornare ad occuparci di noi. Sul serio.
Noi. Che siamo giovani o anziani. Noi che vorremmo mettere su famiglia e noi che ormai ne abbiamo fatta di strada. Noi ragazze che diventiamo donne e vogliamo l’amore e con lui i figli e noi che vogliamo qualcosa in più perché sappiamo bene la differenza tra la retorica delle pari dignità e la concretezza delle pari opportunità. Noi che sappiamo che è bello essere toscani e che vogliamo dedicare la nostra fortuna a dare a chi viene dopo una Toscana ancora più bella.
E lo sappiamo: dalla crisi si esce solo con la schiena dritta. E’ un brutto spettacolo quello offerto dal Ministro Scajola che convoca a Roma un tavolo per discutere della crisi della Lucchini e poi non partecipa. Si scopre così che lo aveva fatto solo per fare sponda alla candidata per il centrodestra alla Presidenza della Regione Toscana. Ecco allora cosa penso. Chi governa in Italia non ha niente da dire, aspetta gli eventi, parla a vanvera. Io sento l’urgenza di iniziare con voi una sfida che coinvolga tutti: il secondo polo siderurgico d’Italia non può essere trattato come una carta qualsiasi di un mazzo usato.
Non è più il tempo dei distinguo. Servono ora politiche e investimenti che producano il cambiamento e creino lavoro vero. Nell’espressione “La Toscana che voglio” (che è anche un pezzo della campagna che stiamo facendo) c’è oggi una freschezza che va colta. C’è la voglia di farsi carico dei propri desideri. Una voglia che non dobbiamo farla cadere nel vuoto. Una grande occasione che non verrà persa.
Grazie,
IDEE PER LA TOSCANA. LAVORO E SVILUPPO
La Toscana, alla pari del resto del mondo, sta affrontando una crisi di origine finanziaria che si è ormai riflessa anche sull’economia reale e sulla condizione sociale di molti cittadini. L’emergenza investe tutti i settori, nessuno si salva: industria, artigianato, turismo, servizi, commercio, edilizia, agricoltura. Soffrono soprattutto le piccole e medie imprese ed i lavoratori autonomi.
La società toscana si impoverisce e si approfondiscono le disuguaglianze, con il rischio di un rigonfiamento della rendita a tutti i livelli. Un simile evento non può essere gestito solo con gradualità e strumenti di ordinaria amministrazione, sia a livello politico ed istituzionale, sia tra le categorie economiche e sociali.
Occorre in sostanza una capacità di accelerazione – di visione, progettazione, programmazione e controllo – che marchi un ovvio segno di discontinuità rispetto al passato per rimettere in equilibrio il “piano inclinato” venutosi a creare, aggredendo con forza e coraggio le difficoltà che rallentano lo sviluppo economico della Toscana.
Tutte le analisi razionali di cui disponiamo (es. Istat, Irpet, Banca d’Italia, Uffici studi di banche nazionali, fonti indipendenti) raccontano una Toscana che ha un passo lento e che, anche in una futura fase di ripresa, avrebbe comunque uno sviluppo insufficiente per rimanere nel novero delle migliori regioni d’Europa.
Fenomeni quali la speculazione finanziaria ed immobiliare, le difficoltà di innovazione e rinnovamento del tessuto industriale toscano (dalla grandi imprese, ai distretti, alle piccole-medie imprese), la bassa attrazione di investimenti esterni, l’impoverimento del potere di acquisto di alcune fasce della popolazione, la lentezza e le difficoltà con cui i giovani si affermano nel mondo del lavoro o si costruiscono una propria famiglia, hanno finito per irrigidire la nostra società e rischiano di negare speranze e ottimismo, generando vere categorie di “esclusi”.
La politica regionale deve per prima compiere uno scatto di autorevolezza ed unitarietà rispetto a problemi ed obiettivi che riguardano la vita delle persone ed il funzionamento della società. Insieme dobbiamo passare dai difensivismi, tradizionalismi e localismi, ad un gioco d’attacco che eviti il rischio di una stagnazione culturale e materiale.
La politica regionale deve infatti saper ascoltare ed interpretare bisogni e problemi attuali, formulare delle proposte e soluzioni, ma soprattutto prefigurare una visione per il futuro fondata su un sistema economico capace di: sostenere il modello sociale toscano, vedendo crescere le possibilità di lavoro, la capacità di studio e di ricerca, la coesione sociale. Deve saper corrispondere alla sfida della crisi introducendo idee e comportamenti concreti e positivi.
Noi ci opporremo al declino lento agendo sulla competitività del sistema regionale, sull’intraprendenza dei distretti industriali, sulla valorizzazione del territorio, sullo sviluppo di una socialità attenta e solidale. Una Toscana dinamica e accogliente, moderna e determinata, coraggiosa e tenace. Una Toscana che lavora perché nel futuro ci sia più giustizia per tutti.
ALCUNE PROPOSTE PER LAVORO E SVILUPPO

La Toscana avanti tutta è il modo esplicito e diretto per definire una regione che aspira a diventare una delle prime in Europa, per la qualità della vita e dello sviluppo. Ciò può avvenire soltanto attraverso un processo di ammodernamento che la renda protagonista nella contemporaneità e meno seduta sul proprio passato ricco e importante.
L’ossatura della nostra economia è costituita dalle piccole e medie imprese in tutti i settori, che stanno soffrendo la crisi e le cui debolezze determinano un effetto negativo immediato sul livello di occupazione e sulle possibilità di ricominciare a crescere.
Il ruolo della Regione è determinante e dovrà concentrarsi su: semplificazione amministrativa, infrastrutture (trasporti, energia e telematica), sostegno a nuovi settori.
Un patto per la qualità dello sviluppo parte da qui: la Regione si impegna a riformare il sistema dei servizi per adeguarli maggiormente ai bisogni dei cittadini e delle imprese, in cambio di creazione di posti di lavoro che possano dirsi tali, con le tutele e i diritti indispensabili per arrestare il processo di precarizzazione che inizia dalla condizione lavorativa e si estende all’intera vita dei nostri giovani.
Questi gli impegni concreti per la prossima legislatura:
1. Attuare una drastica semplificazione amministrativa
L’obiettivo è arrivare a una riduzione della spesa corrente della pubblica amministrazione regionale di 1% all’anno
2. Difendere il principio del “lavoro buono” e della “buona impresa”
L’imprenditoria toscana di successo deve essere orientata allo sviluppo economico locale, al rispetto dei diritti dei lavoratori e delle comunità di riferimento, in collaborazione con le parti sociali e gli enti locali.
3. Combattere lo sfruttamento sul lavoro
Attraverso un migliore coordinamento di tutte le Istituzioni preposte, è necessario superare e abbattere i fenomeni di caporalato, le imprese irregolari, le vie del denaro sporco in uscita ed entrata, l’insorgere di fenomeni di criminalità organizzata nostrana e straniera.
4. Garantire il rispetto dei diritti e della legalità sui luoghi di lavoro
E’ nostra intenzione esercitare un maggiore controllo delle condizioni contrattuali, di lavoro e sicurezza anche nei processi di esternalizzazioni, sub-appalti e sub-forniture per conto di imprese o enti pubblici anche rescindendo i rapporti contrattuali in caso di inosservanza dei contratti di lavoro nazionali come previsto dalla legislazione vigente.
5. Continuare le politiche regionali attuate dalla Giunta Martini a sostegno delle imprese, dei lavoratori dipendenti, nonché dei lavoratori precari
Queste politiche possono essere perseguite attraverso ulteriori garanzie per l’accesso al credito, dilazioni di impegni finanziari, agevolazioni per imprese virtuose, ma anche garantendo il prolungamento degli ammortizzatori sociali, varando un piano straordinario di formazione e ricorrendo a fondi FAS per offrire corsi di formazione a chi ha meno di 35 anni
6. Attivare una cabina di regia regionale per la competitività e l’attrazione degli investimenti
Pensiamo di proporre zone dedicate e vincolate all’industrializzazione, favorendo le imprese che investono in Toscana con finanziamenti pubblici orientati ad aziende socialmente responsabili e contrarie a delocalizzazioni selvagge o speculazioni finanziarie
7. Prevedere un monitoraggio regionale delle imprese medio-grandi
Creando una mappatura dettagliata delle imprese, sarà possibile condividere strategie di sviluppo e di prevenzione delle crisi industriali e occupazionali, sviluppando anche approcci innovativi, come ad esempio l’auto-imprenditorialità collettiva e cooperativa
8. Incentivare aggregazioni di imprese mediante nuovi assetti istituzionali
Riusciremo così a rafforzare il nostro tessuto imprenditoriale e preservarlo dagli scossoni della crisi. Pensiamo, in questo senso, alla creazione di consorzi, associazioni temporanee di impresa o di scopo e alla trasformazione o aggregazione dei centri di servizi alle imprese.
9. Favorire la progressiva aggregazione su scala regionale degli ambiti territoriali e dei soggetti di gestione dei servizi pubblici locali
L’obiettivo è quello di consentire, da un lato, una programmazione e vigilanza regionale, dall’altro, maggiori economie di scala, competitività e qualità del servizio, mediante una legge regionale di riforma dei servizi (rifiuti, acqua, gas, casa, trasporto pubblico locale)
10. Completare l’infrastrutturazione di collegamento interno ed esterno
E’ prioritario, in Toscana, rafforzare le dotazioni stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali su scala regionale per consentire lo sviluppo di una piattaforma logistica tra Mediterraneo ed Europa. In particolare, occorre investire sulle infrastrutture ferroviarie (es. binario unico, elettrificazione, ecc.) per incrementare il trasporto di persone e merci, così come sviluppare la mobilità ciclabile.
LEGGI: Accordo coalizione Toscana Democratica (pdf)
LA TOSCANA CHE VOGLIO. LAVORO E SVILUPPO
La Toscana che voglio è un esperimento collaborativo della campagna di Enrico Rossi a Presidente della Regione Toscana. E’ un esperimento di costruzione dell’agenda, è immaginazione politica messa in circolo e condivisa.
Di seguito i cinque contenuti più votati sul sito nella categoria “Lavoro e Impresa”.
Una Toscana che abbia ancora la voglia di fare davvero e non viva sugli allori del passato. tiziana
la toscana che voglio deve garantire formazione continua a tutte l’età, giovani e meno giovani. per formare ad un lavoro, per crescere nel mondo del lavoro, nelle competenze professionali, per ampliare la propria cultura. garantire l’apprendimento fa crescere a qualsiasi età. linda
La Toscana che voglio investe sul lavoro, promuove programmi e fondi per i giovani, facilita l’accesso all’autoimprenditoria e comunica con chiarezza come accedere a tali strumenti. Santa
Silvano Sarti, partigiano, intervistato per i reportage video de La Toscana Avanti Tutta
Perchè il lavoro, il buon lavoro, sia una priorità in Toscana, occorre:
- una radicale modifica del modo di lavorare degli uffici provinciali del lavoro; oggi sono del tutto inutili e fanno solo perdere tempo; prendiamo esempio dalla Germania o dalla Francia e troveremo uffici qualificati che realmente accompagnano il lavoratore verso un buon lavoro. E’ questa è solo competenza regionale!
-occorre inoltre una azione continua su vari fronti per favorire il lavoro a tempo indeterminato (che come scrive Boeri non vuol dire restare sempre nello stesso posto ma avere per tutte le stesse tutele).
La situazione è drammatica: pochi slogan e azioni reali e urgenti con risultati misurabili in tempi definiti. Mario Desideri
ENTE REGIONE La Toscana che voglio è più sobria, investe in servizi sociali, nelle infrastrutture riduce le spese per apparati e enti che finiscono spesso per duplicarsi, riduce le cerimonie e la rappresentanza…allo stretto indispensabile. Quando c’è cristi si stringe la cinghia,tutti. gab.parenti








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