
In viaggio con Rossi insieme all’amico “Libero Dallacravatta”
20 feb 2010
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L'amico fidato di Rossi "Libero Dallacravatta" tra le 800 telefonate giornaliere e le discussioni senza le virgole in pontederese.
“Ovvia via, si fa buio anche stasera”, dice Enrico Rossi dando un’occhiata all’agenda del giorno. Sono le 15 e la giornata a Pistoia è, in pratica, appena iniziata: dopo l’incontro con le categorie economiche e un impegno istituzionale con i sindaci della zona, da qui a mezzanotte ci aspettano la visita ad un’azienda e due assemblee pubbliche. Epperò oggi c’è un sorpresa per Rossi. A metà pomeriggio rimontiamo in auto per andare a Quarrata e a bordo troviamo Libero Dallacravatta, il suo fidato collaboratore ormai da anni. E che Rossi sia molto contento della sorpresa, lo si capisce nel giro di un minuto netto. Non c’è bisogno di grandi feste, perché si saranno già sentiti più o meno 800 volte dall’inizio della giornata. Ma quando i due cominciano a parlare, ci si ritrova di colpo a assistere ad un duetto che non ha bisogno di accompagnamento musicale.
Discutono di tutto, saltando da un argomento all’altro senza mettere le virgole: dalle questioni di sanità alle mante che svolazzano vicino al fondo del mare (compaiono in tv mentre siamo a prendere un caffé in un bar, e Rossi ne sembra piacevolmente ipnotizzato). E parlano di tutto questo nella tipica langue d’oc pontederese – con il solito corredo di battute e immagini diciamo così letterarie che non si possono riferire, pena perdere i voti delle nonne toscane.
Sì, perché la storia di Libero Dallacravatta è intrecciata a quella di Pontedera. Esattamente come la storia di Rossi. Entrambi originari delle midlands pisane, nel 1990 i due si trovano a far parte della stessa giunta: Rossi sindaco del Pci, Libero assessore della minoranza lombardiana del Psi. E’ così, governando insieme Pontedera per 9 anni, che deve nascere il rapporto di stima, fiducia totale e complicità – insomma d’amicizia – che si respira viaggiando un giorno con loro. (Ma, attenzione, la sensazione è che Libero non gliene mandi a dire, a Rossi. Ad un certo punto, durante il viaggio a Pistoia, il candidato si accalora su una questione politica e Libero gli dice abbastanza a muso duro “questo non c’entra proprio nulla”. “Eh, non c’entrerà, però…”, ribatte Rossi. “No, non c’entra nulla. Ascolta…”).
E quando, nel 2000, Claudio Martini chiede a Rossi di fare l’assessore, lui va a trovare l’amico Libero Dallacravatta fermo a letto a causa di un’ernia. “Ma se vado a fare l’assessore regionale – domanda Rossi – tu vieni a darmi una mano a Firenze?”. “Se non devo portare la cravatta, sì”, fa Libero, da sempre allergico a questo capo d’abbigliamento. Infatti la cravatta non ce l’ha nemmeno oggi. E meno male, visto che alla fine s’è fatto davvero buio.



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2 Commenti
Pingback di Enrico Rossi Presidente • In viaggio con Rossi. I ritardi che fanno onco e il test della cintura, 10.03.2010
[...] di rispetto, via”, è capitato di sentirgli dire al telefono con l’amico-collaboratore Libero Dallacravatta. (Mi fa onco= “mi fa schifo”, “mi provoca disgusto”, etc. Nel dialetto pisano si utilizza [...]
Pingback di Enrico Rossi Presidente • In viaggio con Rossi (l’ultimo!). Coming back to Pontedera., 27.03.2010
[...] non da qualche pacchetto di chewingum vuoto, scivolato sotto i sedili – c’è per l’occasione Libero Dallacravatta, l’amico e collaboratore che Rossi ha conosciuto proprio durante gli anni [...]